«Ma l'hai letto dell'intelligenza artificiale che ci ucciderà tutti nel giro di dieci anni?».

Ormai questa frase è diventata ufficialmente mainstream. Se ne parla letteralmente ovunque, ma non perché l'Apocalisse robotica sia un tema nuovo di zecca, bensì per via di Jacob Coxon. Ventisette anni, ex ricercatore specializzato in pre-training da Anthropic, e ora improvvisamente idolo delle folle ansiose.

Il bello è che il palcoscenico se l'è montato da solo. L'8 settembre 2026 pubblica su X un thread a effetto: «Mi sono dimesso oggi da Anthropic», seguito da un testo scritto a quattro mani con un amico. E siccome la fine del mondo va spinta a dovere, crea subito dopo una chat con dieci addetti ai lavori per far girare il post e "renderlo un po' virale". Parole sue, eh, confessate candidamente in un'intervista al Washington Post. Un genio del marketing dell'Armageddon.

Il risultato di questa brillante operazione è il mantra che tutti ripetono oggi con aria grave: "C'è un 10-20% di possibilità che l'IA ci uccida tutti nel giro di dieci anni."

Fermiamoci un secondo su quel fantastico "10-20%".

È la parte più esilarante di tutta la faccenda: 10-20% in base a quale calcolo, di grazia? Viene fuori che questa stima "precisissima" è semplicemente il riassunto delle sensazioni di VIP del settore come Amodei, Musk e Hinton. Niente dati, niente modelli predittivi (anche perché matematicamente è impossibile farli), solo vibrazioni da fine del mondo. Tra l'altro, quando scendono nei dettagli, questi stessi guru hanno visioni del problema completamente diverse tra loro.

Insomma, la prima cosa da sapere per dormire sonni tranquilli è che quel famoso 10-20% è una cifra letteralmente tirata a caso. Magia pura.