E così è successo. Apple ha rilasciato il Chip M5 Ultra-Neural e, per la prima volta, la presentazione non è stata “è il 15% più veloce nel renderizzare il video del tuo gatto”. No, quest’anno il messaggio è stato chiaro: _“Abbiamo costruito un cervello, e per sbaglio ci abbiamo messo intorno un laptop”_.

Se l’M4 era un aggiornamento muscolare, l’M5 è un aggiornamento neuronale. Ecco perché il tuo attuale MacBook sta iniziando a sudare freddo.

Neural Accelerator: Un poliziotto in ogni core

La vera follia tecnica dell’M5 è che hanno infilato un Neural Accelerator dedicato dentro ogni singolo core della GPU. Non c’è più solo il Neural Engine che lavora in un angolo; ora l’intera GPU è diventata una fabbrica di matrici e tensori. Il risultato? Le prestazioni AI sono quadruplicate rispetto all’M4. Se provi a far girare un LLM (Large Language Model) in locale, il “time to first token” è 3.6 volte più veloce. In pratica, l’AI ti risponde prima ancora che tu finisca di digitare la tua domanda stupida.

Addio ventole (per davvero, o quasi)

Sull’iPad Pro M5 e sui nuovi MacBook 14″, il calore sembra essere diventato un optional.

Grazie al processo a 3 nanometri di terza generazione (N3P), l’efficienza è tale che il chip gestisce carichi pesanti mantenendo la calma di un monaco tibetano. Non chiude Chrome a 40°C (per fortuna), ma la batteria ora tocca le 24 ore dichiarate. Praticamente puoi dimenticare il caricabatterie a casa, partire per un weekend lungo, e avere ancora abbastanza carica per l’ultimo commit della domenica sera.

La banda larga (quella della RAM)

La memoria unificata è passata a 153 GB/s. Per darvi un’idea, è come se avessero sostituito il vialetto di casa vostra con un’autostrada a dodici corsie. Questo serve a una sola cosa: far mangiare al chip modelli AI giganteschi senza che questo si strozzi. 16GB di RAM sono finalmente il nuovo standard minimo (era ora, Apple, nel 2025 stavamo per darti fuoco alle sedi).

Ray Tracing di terza generazione

Per chi ancora usa il Mac per giocare _(quei tre coraggiosi nel mondo)_ o per fare render 3D in Blender, il Ray Tracing è il 45% più veloce. Le ombre sono così realistiche che potresti scambiarle per i demoni della tua sindrome dell’impostore che ti perseguitano mentre compili il codice.

TL;DR?

Verdetto: Se hai un M4, puoi ancora dormire sereno (forse). Se sei rimasto all’M1 o, Dio ti aiuti, a un Intel, l’M5 non è un upgrade: è un salto dimensionale. Io intanto vado a spiegare al mio MacBook M1 che gli voglio ancora bene, anche se ora sembra una calcolatrice degli anni ’90.

Voi che fate? Cedete al potere dei core neurali o aspettate l’M6 che probabilmente vi preparerà anche il caffè?